Via col vento di Margaret Mitchell

Via col vento

di

Margaret Mitchell

Via col vento di Margaret Mitchell

Titolo: Via col vento

Autore: Margaret Mitchell

Editore: Mondadori

Genere: storico

Prezzo ebook: 7,99 € Amazon

Prezzo cartaceo: 15,30 € Amazon

 

Mi sono talmente tanto innamorata di questo libro che dover lasciare Tara mi ha spezzato il cuore.

 

Sinossi:

Rossella O’Hara è la viziata e capricciosa ereditiera della grande piantagione di Tara, in Georgia. Ma l’illusione di una vita facile e agiata si infrangerà in brevissimo tempo, quando i venti della guerra civile cominceranno a spirare sul sud degli Stati Uniti, spazzando via in pochi anni la società schiavista. Il più grande e famoso romanzo popolare americano narra così, in un colossale e vivissimo affresco storico, le vicende di una donna impreparata ai sacrifici: la tragedia della guerra, la decimazione della sua famiglia, la necessità di dover farsi carico della piantagione di famiglia e di doversi adattare a una nuova società. E soprattutto la sua lunga, travagliata ricerca dell’amore e la storia impossibile con l’affascinante e spregiudicato Rhett Butler, avventuriero che lei comprenderà di amare solo troppo tardi…

Margaret Munnerlyn Mitchell (Atlanta, 8 novembre 1900 – Atlanta, 16 agosto 1949) è stata una scrittrice e giornalista statunitense. Per maggior approfondimento cliccate qui.

 

recensione passionelibroblog

 

Ho comprato questo libro sul libraccio.it, andando volutamente alla ricerca dell’edizione più economica, non perché sia tirchia, (magari un po’ lo sono) ma perché ero sicura, anzi certissima, che avrei abbandonato questo tomo (circa 800 pagine scritte minuscole) dopo pochi capitoli.

In tutta franchezza mi aspettavo un romanzo storico con una trama incentrata sugli amori di Rossella O’Hara.  Quello che certamente mi era sfuggito, guardando solo il film, era che Rossella O’Hara è sì innamorata, ma della vita.

Vivien Leigh, nome d’arte di Vivian Mary Hartley (Darjeeling, 5 novembre 1913 – Londra, 8 luglio 1967), è stata un’attrice cinematografica e teatrale britannica.

 

“Via col vento” rimane però una storia dalle mille sfaccettature. Ardua l’impressa di parlare di ognuna di loro. A mio avviso la parte focale del libro è la guerra civile. Nord contro sud. Schiavisti contro gli yenkee. L’astuzia di questa autrice sta nel fatto che nonostante la guerra ricopra un ruolo fondamentale per la realizzazione della trama, Mitchell non si limita a farci una banale telecronaca, ma scava più affondo, mostrandoci e mettendo a confronto la vita prima e dopo la guerra di secessione americana.

Quindi, sebbene sia Rossella la protagonista indiscussa, Mitchell ci presenta diversi personaggi, i quali, ognuno a suo modo, cerca di fare del proprio meglio con quello che gli resta. Fare del proprio meglio, non vuol sempre dire: fare la cosa giusta. Anche perché si sa l’anima umana non è bianca o nera ma variopinta. Ecco allora che personaggi puri d’animo come Melania sono pronti a uccidere pur di salvare gli amici, così come Rossella o Rhett, (due carogne come direbbe lui), avide e spesso manipolatori, mostrano di avere un cuore come tutti gli altri.

All’interno di questo turbinio di eventi ed emozioni che ci lasciano continuamente sgomenti, affranti e molto spesso indignati, emergono personaggi come Ashley. Un uomo di poca tempra morale, un uomo incapace di accettare che la vita che aveva, quella alle dodici Querce, non c’è più. E, se per certi aspetti, ci fa rabbia vedere come si lasci andare invece di combattere con la stessa tempra morale di Rossella, oppure avere la stessa capacità di adattamento di sua moglie Melania, da un lato lo comprendiamo, perché lasciarsi alle spalle il passato, dire addio agli amici morti in guerra e abbandonare le macerie della nostra casa rasa al suolo dal nemico, è un dolore indescrivibile.

 

Leslie Howard nel ruolo di Ashley Wilkes nel film Via col vento (1939) Leslie Howard, nato Leslie Howard Steiner (Londra, 3 aprile 1893 – Golfo di Biscaglia, 1º giugno 1943)

 

Gli aspetti che ho apprezzato di più in questo romanzo sono:

i protagonisti con le loro mille sfaccettature, a volte, li ami altri li odi, ma mai dubiti della loro autenticita’, mai artefatti, mai fuori posto, ogni cosa che fanno da eticamente giusta o sbagliata che sia è perfettamente logica. Come direbbe Einstein a ogni azione corrisponde un reazione.

La guerra che ci viene presentata in modo preciso. Non c’è dubbio alcuno che Mitchell conoscesse bene i fatti per come si sono verificati, e le sue informazione, che come ho detto non sono una telecronaca, ci permettono di vivere in prima persona la paura provata da Rossella e Melania durante l’assedio di Atlanta. (Tenete conto che la guerra di secessione americana mi ha sempre affascinato molto, motivo per cui ho letto e visto tanti libri e film che trattano l’argomento) ma questo è stato il primo romanzo che mi ha mostrato anche cosa il sud dovette affrontare dopo la fine della guerra. L’impossibilità di votare o di difendersi dai neri ormai liberi i quali erano “autorizzati” a fare dei bianchi sudisti ciò che volevano e se i sudisti si ribellavano gli toccava la forca. Davvero interessante seppur triste. La guerra serviva a liberare il popolo nero, non ha schiavizzare i sudisti.

 

12 anni schiavo

Scena tratta dal film: “12 anni schiavo” di Steve McQueen

 

Quello che invece mi ha fatto storcere il naso del romanzo è stato il banale tentativo di santificare il sud. Tentativo che ho reputato abbastanza controverso. Nel senso che i sudisti vengono spesso descritte come persone buone che accolgono i neri, dando loro una casa e un lavoro, non è vero che li picchiano oppure che li schiavizzano. Però poi li chiamano negri, non si sognerebbero di pagare loro una stipendio, niente malattie, ferie, diritto al voto e come dice Rossella O’Hara “L’averli liberati è stata la peggio cosa si potesse fare perché i negri sono come dei bambini, hanno bisogno di qualcuno che dica loro cosa fare”.

Chissà che le avrebbe detto Mamy se l’avesse sentita parlare così.

Hattie McDaniel (1895-1952)

Hattie McDaniel (1895-1952)

Per chi non lo sapesse il libro è stato spesso criticato e in alcune parti del mondo anche censurato proprio a causa della linea di pensiero adottata dall’autrice nella stesura del libro. Onestamente non so se Mitchell volesse solo rendere i personaggi più realistici quindi far sì che chi leggeva il romanzo entrasse meglio nell’ottica dei sudisti oppure se lei ci credesse a quelle cose. In fin dei conti è nata e cresciuta proprio in Atlanta, pochi anni dopo la fine della guerra civile, non ci sarebbe da meravigliarsi se avesse assimilato il pensiero locale rendendolo suo.

Ma mi chiedo è poi così importante che un autore parli di ciò che l’opinione pubblica reputi etico? Non sarebbe invece più produttivo andar a stimolare quello che è il pensiero personale del lettore, spronandolo a fare riflessioni personale. In fin dei conti “Via con vento” non ha mai avuto l’obbiettivo di essere un romanzo di formazione né di denuncia.

dubbio

Io comunque ho trovato il libro utile per approfondire meglio la storia della guerra di secessione americana e il ku klux klan fondato dai sudisti poco dopo l’amara sconfitta. E’ un gran bel romanzo con una prosa avvincete, delle ambientazioni meravigliose, e poi c’è tutto il viaggio interiore dei personaggi, gioie e dolori di una vita non tanto diversa della nostra per aspettative e sogni.

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