Un mare viola scuro di Ayanta Barilli

Un mare viola scuro

di

Ayanta Barilli

Un mare viola scuro di Ayanta Barilli

Titolo: Un mare viola scuro

Autore: Ayanta Barilli

Edizione: Dea Planeta

Genere: Memoir

Prezzo cartaceo: 14,45 € Amazon

Prezzo ebook: 9,99 € Amazon

 

Sinossi:

Un bisnonno, Belzebù, dal nome improbabile e inquietante. E un luogo, Colorno, così carico di segreti e di orrore da non potersi evocare. Parte da qui, dagli ostinati silenzi e dalle invenzioni di una famiglia di saltimbanchi, bugiardi, scrittori, amazzoni e diavoli, il viaggio di Ayanta alla scoperta della sua verità. Tre donne: Elvira, Angela, Caterina. Un secolo di Storia: la nostra. E poi Padova, Parma, Roma, Tellaro, Madrid. Per riannodare il filo contorto e spezzato della memoria, Ayanta si addentra nel labirinto ora spaventoso, ora traboccante di luce delle proprie radici, fruga nei vecchi cassetti, separa le favole dalla realtà, le leggende dalle bugie. Sveglia fantasmi a lungo sopiti, forza le stanze chiuse dei ricordi, traccia i frastagliati contorni di un dramma famigliare ma non domestico – anzi, universale – lungo tre generazioni. Perché sono le donne a custodire la memoria, lacune e omissioni comprese, delle generazioni passate e presenti. E sono sempre loro, le donne, a mettere le mani in quei cassetti, a trasformare i detriti in storie che pretendono di essere ascoltate. Storie così vive da riguardarci tutti.

Per prima cosa voglio ringraziare la Dea Planeta che mi ha permesso di leggere gratuitamente in formato ebook questo romanzo che io ho trovato molto bello.

Un mare viola scuro è la storia della famiglia della scrittrice Ayanta Barilli ed è proprio lei che in prima persona, in modo semplice ma coinvolgente, cerca di ricostruire la vita delle 3 donne che ebbero un ruolo importante nella famiglia: Elvira, la bisnonna, Angela, la nonna e Caterina, sua mamma scomparsa troppo giovane per lasciare ad Ayanta un “vero” ricordo di lei.

Un mare viola scuro inizia proprio dalla morte di Angela. Ayanta riesce a ricostruire pezzo per pezzo le vite delle sue antenate alternando il presente con il passato in modo chiaro e con uno schema sempre uguale e ripetitivo rendendo così più facile la lettura senza mai confondersi con i tempi.

La descrizione entra nei dettagli solo quando occorre per sottolineare le emozioni che vuole trasmettere la scrittrice. Un esempio è la descrizione degli interni e dei pazienti del manicomio di Colorno, realmente esistito e dove verrà rinchiusa ingiustamente Elvira.

Leggendo pagina dopo pagina si rivive anche la condizione della donna nell’ambito familiare dal 1883 ai giorni nostri: dal marito padrone, ai figli dei fiori, alla figlia e madre, Ayanta che in questo percorso riuscirà a rispondere alle tante domande che da bambina “orfana” erano rimaste senza risposta.

Un’autobiografia molto bella che consiglio vivamente a chi, come me, ama le storie familiare.

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