The maze runner il labirinto di James Dashner

The maze runner il labirinto

di

James Dashner

The maze runner il labirinto di James Dashner

Titolo: The maze runner il labirinto

Autore: James Dashner

Editore: Fanucci editore

Genere: Distopico/ apocalittico

Prezzo cartaceo: 8,28 € Amazon

Prezzo ebook: Kindle unlimited

 

Sinossi:

Quando Thomas si risveglia, le porte dell’ascensore in cui si trova si aprono su un mondo che non conosce. Non ricorda come ci sia arrivato, né alcun particolare del suo passato, a eccezione del proprio nome. Con lui ci sono altri ragazzi, tutti nelle sue stesse condizioni, che gli danno il benvenuto nella Radura, un ampio spazio delimitato da invalicabili mura. L’unica certezza dei ragazzi è che ogni mattina le porte di pietra del gigantesco Labirinto che li circonda vengono aperte, per poi richiudersi di notte.

Ben presto il gruppo elabora l’organizzazione di una società in cui vigono rigorose regole per mantenere l’ordine, e ogni trenta giorni qualcuno si aggiunge a loro dopo essersi risvegliato nell’ascensore. Il mistero si infittisce quando – senza che nessuno se lo aspettasse – arriva una ragazza che porta con sé un messaggio che non lascia alternative se non la fuga. Ma il Labirinto sembra essere inespugnabile… e potrebbe rivelarsi una trappola mortale.

recensione passionelibroblog

 

Volevo usufruire dell’offerta del libraccio per comprare la trilogia del labirinto a cinque euro cada uno, ma il mio ragazzo (santo subito) si è offerto di comprarmi i tre romanzi. (Grazie amore)


Credo fosse settembre, leggo tanti libri e non riesco a far uscire le recensioni in tempo reale, ho letto il primo della trilogia.

Parto facendo una piccola premessa, ho adorato tantissimo i film fatta forse eccezione per l’ultimo che su alcune cose non mi ha convinto molto. Quindi ero molto ben contenta di iniziare questa avventura sicura che i libri fossero migliori. Niente di più falso. (Devo ammettere che ultimamente sto un po’ sfatando questo mito che vede i libri più belli dei film)

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Il primo volume è stato di una noia mortale. Privo di emozione e phatos. Non mi è mai capitato leggendo questo libro (con i film, invece, mi è successo spesso) che sentivo scorrere l’adrenalina, un batticuore o il fetore della paura sul mio corpo, manco per il cavolo! Niente, niente e ancora niente! L’autore non sapeva caricare a dovere le scene, non sapeva creare quella giusta dose si ansietà necessaria a far percepire nel lettore il pericolo imminente.

In aggiunta, molti di quello che capita all’interno del romanzo non ha alcun motivo di esserci se non quello di allungare il brodo, come direbbe mia madre.

Ad esempio: lo stato comatoso di Teresa. 

E’ abbastanza evidente che l’unico motivo per cui la ragazza dorme è quello di non far finire il libro troppo presto.

Ci sono tanti altri aspetti di questo libro che lascerebbero tranquillamente intendere la stessa cosa perché sebbene ora vada a far un discorso puramente soggettivo e non oggettivo, devo ammettere che leggendo ho avuto l’impressione che neanche James Dasher sapesse bene di che cavolo stava parlando.

E non ditemi che il motivo della mia confusione sia che è una trilogia e che ho letto solo il primo e bla bla bla… Anche J.K. Rowling autrice di Harry Potter ha scritto nel suo caso una saga, ma quando finisci di leggere il primo Harry Potter non sei confuso e disorientato, perché oggettivamente parlando in Harry Potter e la pietra filosofale abbiamo una trama che si svolge in modo autonoma pur mantenendo dei collegamenti con quella che la trama chiave dell’intera saga mentre in The maze runner – il labirinto, tutto questo non c’è. Non c’è una trama che si evolve da sola pur rimanendo legata a quella che è la trama chiave racchiusa nei tre romanzi.

Ci sono solo loro che devono fuggire da un labirinto dove sono stati messi per un esperimento. Questo sai prima di incominciare a leggere, questo sai a libro concluso né più né meno. Non posso neanche considerarlo un romanzo di intrattenimento perché sono molto più godibili i film dei libri, quindi, a malincuore perché proprio non me lo aspettavo, lo inserisco nella rubrica LS(D).

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