The Irishman di Charles Brandt

The Irishman

di

Charles Brandt

Titolo: The Irishman

Autore: Charles Brandt

Editore: Fazi Editore

Genere: Narrativa

Prezzo cartaceo: 15,30 €  Amazon

Prezzo ebook: 9,99 €  Amazon

 

 

Sinossi:

Narrazione di grande potenza, The Irishman è un viaggio monumentale attraverso i corridoi nascosti del crimine organizzato, le sue dinamiche interne, le rivalità e le connessioni con le alte sfere della politica: un grande classico della letteratura americana sulla mafia. La scomparsa di Jimmy Hoffa, leggendario leader sindacale, definito «l’uomo più potente degli Stati Uniti dopo il presidente» dal suo oppositore Robert Kennedy, è uno dei più grandi misteri della storia americana e ha ossessionato l’opinione pubblica del paese per decenni. Arrivato talmente in alto da intrattenere rapporti con la mafia e con le più importanti cariche dello Stato, Hoffa era un personaggio scomodo a molti uomini, politici e criminali. Fu visto l’ultima volta il 30 luglio 1975 e il suo corpo non fu mai ritrovato. Frank Sheeran, detto l’Irlandese – uno degli unici due non italiani nella lista dei ventisei personaggi di maggior spicco della criminalità organizzata americana stilata da Rudy Giuliani –, prima di morire chiede di confessare tutti i suoi crimini. Nel corso di svariati anni di interviste rilasciate a Charles Brandt, noto procuratore che ha condotto innumerevoli inchieste sulla malavita americana, l’Irlandese rivela il suo coinvolgimento in più di venticinque omicidi, tra cui quello di Jimmy Hoffa. Racconta anche la storia della sua vita: figlio della Grande Depressione, fu soldato in Italia durante la seconda guerra mondiale e, una volta tornato in patria, divenne uno dei più fidati sicari della Cupola di Cosa Nostra. Basandosi sulle sue parole, la penna di Brandt dà vita a un racconto epico, che si conclude con delle scottanti rivelazioni inedite sul coinvolgimento della mafia nell’assassinio dei Kennedy.

Per prima cosa devo ammettere che questo romanzo mi ha colpito per due motivi: i temi trattati e lo stile adottato da Brandt.

Non è un libro che si legge facilmente. Infatti ci ho messo più tempo del solito. Si inizia dalla storia autobiografica di Frank Sheeran raccontata in stile, permettetemi il termine, ” chiacchierata con un amico”: in prima persona, con linguaggio colloquiale, tanto da sembrare una vera chiacchierata confidenziale con Sheeran. La sua storia viene arricchita con i passaggi più approfonditi su alcuni avvenimenti dallo stesso scrittore che interrogò per anni l’irlandese per scrivere questo libro.

The Irishman porta il lettore a “rivivere” quello spaccato di storia (dalla seconda guerra mondiale ad oggi) in America spiegando le regole della mafia, con i loro boss, le guardie del corpo, “l’imbianchino” delle case, come veniva organizzato un “regolamento dei conti”… tutto in modo semplice, chiaro, ricco di descrizioni essenziali, ma preciso. Questo ultimo punto è stato per me non semplice da seguire, perché si passa da un evento all’altro in poche righe e credo di aver perso qualche volta il filo logico della storia. Ma questo non mi ha impedito di apprezzare comunque tutto il romanzo.

Brandt racconta negli ultimi capitoli come è nato il suo romanzo, le persone che ha visto, interrogato e i documenti letti.

The Irishman è un romanzo tosto, a cui va dedicato del tempo e molta concentrazione se lo si vuole apprezzare in toto anche per le importanti rivelazioni storiche che contiene.

P.S. Per curiosità mi sono informata sulla durata del film ispirato al libro: 3 ore 30 minuti…non proprio un “filmetto”.

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