Pomeriggio d’Autore con CRISTINA LOPEZ BARRIO

Nebbia a Tangeri

di

Cristina Lòpez Barrio

nebbia a tangeri

Cristina Lòpez Barrio foto di Tiziana Ricci

 

Sinossi:

Un libro, Nebbia a Tangeri, e un nome, Paul Dingle, scarabocchiato su un taccuino. Sono gli unici indizi che Flora ha a disposizione per ritrovare l’uomo misterioso che, incontrato per caso in un bar di Madrid, le ha regalato emozioni che credeva sopite per sempre. Perché adesso che lo sconosciuto sembra sparito nel nulla, smettere di desiderarlo è come smettere di respirare: semplicemente impossibile. Così la prudente Flora si lascia tutto alle spalle e parte alla volta di Tangeri, per cercare l’autrice del romanzo e scoprire chi è davvero Paul Dingle, personaggio di carta e insieme protagonista in carne e ossa della notte che le ha stravolto la vita. Coinvolgente, esotico e pieno di svolte inattese, Nebbia a Tangeri è la storia di un doppio amore proibito che si snoda tra passato e presente. Per raccontare, attraverso un romanzo nascosto tra le pagine di un altro romanzo, la vertigine del desiderio e i misteri più profondi del cuore.

 

Incontro con l’autore

 

Nel pomeriggio di giovedì scorso Cristina Lòpez Barrio – vincitrice del prestigioso Premio Planeta 2017 – è stata in Italia per promuovere il suo ultimo romanzo: Nebbia a Tangeri. Passionelibroblog è stato invitato dalla Dea Planeta Libri  all’evento e io ho avuto il grande onore di parteciparvi come reporter.

Cristina Lopez Barrio, laureata in giurisprudenza, per 13 anni ha svolto la professione di avvocato prima di dedicarsi alla sua passione: la scrittura.

Nel 2009 esordisce con un volume per ragazzi, a cui segue una raccolta di racconti e vari romanzi tra cui: “La casa degli amori impossibili” e “ La notte dell’ultimo bacio”, per giungere a: “Nebbia a Tangeri”.

Cristina inizia raccontando la genesi del suo romanzo e il motivo per cui lo ha ambientato a Tangeri.

Lei, madrilena, ha un legame con Tangeri che dura da tanto tempo. C’era stata per la prima volta quando aveva vent’anni – come Flora la protagonista del suo romanzo – e ci ritornò nel 2016, in occasione di una vacanza con la sua famiglia.

Qui incontra un amico che la invita a Villa Mimi Calpe: un hotel in stile francese, situato in un angolo di pace lontano dal caos e che diventerà la casa di Marina nel romanzo. Cristina dice di essere molto affascinata dalle atmosfere orientaleggianti e arabe. E’ stata sedotta e catturata da Tangeri, ammaliata dalla sua “luce, dalle sue case bianche, dal canto del muezzin, dalla vista dello Stretto di Gibilterra, dalla mescolanza che ci offre tra Oriente e Occidente, dalle persone”.

Ho trovato molto interessante sentire dalle parole di Cristina come è nato il romanzo: “è stata Tangeri a venirmi incontro, a farsi luogo del mio romanzo.”

L’incontro prosegue con le domande di noi reporters dei blog e l’autrice si addentra nel racconto del romanzo, spiegandoci che si tratta di un viaggio interiore verso il cuore, verso l’anima della protagonista, ma è anche un viaggio fisico: Flora fugge dalla situazione in cui vive perché non sa come affrontarla e percorre il tipico viaggio dell’eroe fino al completamento della sua evoluzione.

La storia si snoda su due piani differenti di narrazione, tra realtà e finzione, è un romanzo nel romanzo, come le scatole cinesi. Nella prima parte si legge la vicenda di Flora – un Don Chisciotte in gonnella e moderna detective letteraria – e nella seconda parte c’è la storia scritta da Bella Nur che parla di una donna in fuga, imprigionata in un matrimonio finito di cui non sa come liberarsi, che va in Marocco alla ricerca dell’uomo, Paul Dingle, con cui ha passato una notte indimenticabile.

Ci confida che i suoi principali riferimenti per questo romanzo sono stati: “Continuità nei parchi” di Julio Cortazar, “La decadenza della menzogna” di Oscar Wilde in cui l’autore dice: “è la vita ad imitare l’arte e non il contrario“.

Infine Cristina conclude così: “Racconto l’importanza della letteratura e quanto i libri e la lettura possano influire sulle nostre vite“.

Come non darle ragione!

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