Mille primavere di Manuela P. Kane

Mille primavere

di

Manuela P. Kane

mille primavere di Manuela P. Kane

Titolo: Mille primavere

Autore: ManuelaP. Kane

Editore: Lettere Animate

Genere: romance

Prezzo ebook: 2,99 € Amazon

Prezzo cartaceo: 14,87 € Amazon

 

Sinossi:

Sono passati tre anni da quando la vita di Gabriel è stata spazzata via. Tre anni in cui ogni notte i suoi sogni vengono tramutati in fiamme roventi, in urla strazianti. Gabriel ha smesso di vivere, eppure quel filo invisibile che lo teneva unito al cuore della sua donna tira ancora. Come se lei fosse ancora viva. Bisogna fare un salto nel tempo per capire chi era veramente Gabriel, un uomo, un soldato e un medico: Kigali, 1990. In un paese in cui le discriminazioni razziali sono all’ordine del giorno, in cui la violenza è appoggiata dallo stesso governo, Gabriel Argenteri, capitano dell’esercito ruandese, incontra Michelle Dumont, una ragazza completamente diversa dalle altre. Come pioggia d’estate, come un uragano tropicale, Michelle riesce a cambiare la vita e le scelte di Gabriel. Ma la loro storia nasce alle porte di una guerra civile, in cui nessuno è colpevole e nessuno è innocente. Il loro amore cresce tra le colline verdeggianti ruandesi, tra le montagne dei grandiosi gorilla, tra le acque del meraviglioso lago Kivu. Mentre il governo e l’esercito reclutano soldati bambini, preparano liste della morte e organizzano attentati, la sognatrice Michelle e il forte Gabriel si ameranno con un’intensità che che va oltre le mille primavere, oltre le mille colline del Ruanda e oltre l’infinito.

recensione passionelibroblog

A prima vista, Mille Primavere sembra poco altro che il proverbiale “compitino fatto bene” delle scuole medie, con una prosa non eccelsa, lineare malgrado la narrazione sia in realtà un flashback del protagonista, e i punti di vista dei protagonisti espressi in prima persona.
Con l’addentrarsi del romanzo nella vicenda cardine – il genocidio del Ruanda, la più efferata opera di sistematica pulizia etnica di un Paese degli ultimi trent’anni – però, quello che colpisce è soprattutto il piattume generale della narrazione, la mancanza di pathos registrata anche in quelli che sono i punti più critici della vicenda, derivante soprattutto da una prosa incapace di penetrare a fondo l’animo dei protagonisti e, di conseguenza, di permettere al lettore di empatizzare con loro, di soffrire con loro, di percepire il loro dramma come ci si aspetterebbe da un romanzo che, da sinossi, promette quantomeno una consistente dose di dramma, versamento di lacrime, dispendio di fazzoletti.
Un capitolo a parte lo merita la questione dialoghi: tralasciando il fatto che traspare poco la naturalezza della conversazione tra i personaggi, con una prosa che in molti punti tocca – e lo dico a malincuore – livelli di artificiosità prossimi al trash, capita sovente che nello stesso discorso i personaggi si diano prima del Voi e subito dopo del Lei. Inizialmente ho pensato fosse un errore circoscritto, ma purtroppo sembra invece essere una costante della narrazione. Di nuovo torno a chiedermi se le case editrici soffrano di una penosa mancanza di personale atto a correggere le bozze ma, ahimè, non è questa la sede adatta a rispondere a tale quesito esistenziale.
Un punto a favore del romanzo è costituito dalle descrizioni dei paesaggi ruandesi, che si imprimono nella mente del lettore come cartoline ma purtroppo non basta un pro ad affossare tutti i contro…

In ultima analisi, non credo che consiglierei la lettura di questo romanzo, ma se è vero che per ogni lettore c’è un libro, allora anche questo libro troverà il suo lettore anche senza di me.

 

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