La famiglia Aubrey di Rebecca West

La famiglia Aubrey

di

Rebecca West

La famiglia Aubrey di Rebecca West

Titolo: La famiglia Aubrey

Autore: Rebecca West

Genere: Narrativa

Editore: Fazi Editore

Prezzo ebook: 9,99 € Amazon

Prezzo cartaceo: 15,30 € Amazon

 

Sinossi:

Gli Aubrey sono una famiglia fuori dal comune, nella Londra di fine Ottocento. Nelle stanze della loro casa coloniale, fra un dialogo impegnato e una discussione accanita su un pentagramma, in sottofondo riecheggiano continuamente le note di un pianoforte; prima dell’ora del tè accanto al fuoco si fanno le scale e gli arpeggi, e a tavola non si legge, a meno che non sia un pezzo di papà appena pubblicato. Le preoccupazioni finanziarie sono all’ordine del giorno e a scuola i bambini sono sempre i più trasandati; d’altronde, anche la madre Clare, talentuosa pianista, non è mai ordinata e ben vestita come le altre mamme, e il padre Piers, quando non sta scrivendo in maniera febbrile nel suo studio, è impegnato a giocarsi il mobilio all’insaputa di tutti. Eppure, in quelle stanze aleggia un grande spirito, una strana allegria, l’umorismo costante di una famiglia unita, di persone capaci di trasformare il lavaggio dei capelli in un rito festoso e di trascorrere «un Natale particolarmente splendido, anche se noi eravamo particolarmente poveri». È una casa quasi tutta di donne, quella degli Aubrey: la figlia maggiore, Cordelia, tragicamente priva di talento quanto colma di velleità, le due gemelle Mary e Rose, due piccoli prodigi del piano, dotate di uno sguardo sagace più maturo della loro età, e il più giovane, Richard Quin, unico maschio coccolatissimo, che ancora non si sa «quale strumento sarà». E poi c’è l’amatissima cugina Rosamund, che in casa Aubrey trova rifugio. Tra musica, politica, sogni realizzati e sogni infranti, in questo primo volume della trilogia degli Aubrey, nell’arco di un decennio ognuno dei figli inizierà a intraprendere la propria strada, e così faranno, a modo loro, anche i genitori.

recensione passionelibroblog

Questo romanzo è il primo libro di una trilogia tratta dall’autobiografia di Rebecca West (pseudonimo della scrittrice britannica Cicely Isabel Fairfield) ed è una saga familiare, quella degli Aubrey.

Il romanzo è ambientato in Inghilterra, a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento e, in particolare, nella Londra dell’epoca edoardiana. Mi ha ricordato le atmosfere della serie tv Downton Abbey.

La storia ci viene narrata dal punto di vista di Rose e Mary due delle figlie Aubrey. Loro sono le due sorelle più sveglie, sempre unite nella loro passione e nel loro talento per la musica e rassegnate alla loro eccentrica famiglia.

“Eravamo ancora piccole, ma già furbe come volpi. Dovevamo esserlo. Dovevamo essere in grado di fiutare il vento e capire da quale parte sarebbe giunta la prossima sventura e prendere le nostre precauzioni, che spesso non erano esattamente del genere che i nostri genitori avrebbero approvato.”

Poi, c’è l’altra sorella, Cordelia, l’unica della famiglia a non avere un talento musicale, ma che fa di tutto per dimostrare di averlo.

“Cordelia avrebbe potuto rappresentare un problema. Tutti gli insegnanti la amavano, e questo era di cattivo auspicio. Non che Mary e io non amassimo la scuola, ma sapevamo che era il contrario del mondo esterno. Era l’errore più grande degli adulti, poiché immaginavano di preparare i bambini alla vita chiudendoli in un luogo dove tutto avveniva in maniera differente rispetto a qualsiasi altro luogo.”.

E, infine, c’è il fratello Richard Quin, l’unico maschio della famiglia e il più coccolato.

A sorvegliare su tutti loro c’è la mamma Clare, angosciata, eccentrica, che veste sempre sciatta e trasandata, ma che insegna loro l’amore e la passione per la musica, essendo stata lei stessa una famosa pianista; e il papà Piers, che però è spesso assente, è uno scrittore di pamphlet politici e perde i soldi di famiglia in investimenti sbagliati; nonostante ciò è molto amato dalle figlie che lo considerano un eroe.

“In quei momenti un estraneo l’avrebbe considerato un eccentrico trasandato che aveva fallito nella vita e stava per rimanere senza denaro, e avrebbe avuto pietà per la mamma, e anche per i suoi bambini, perché dovevamo vivere con  lui. Ma era in quei momenti che era più simile alla mamma nella sua vigorosa determinazione; perché ogni volta significava che stava scrivendo qualcosa di meno effimero dei suoi soliti articoli, un pamplhet o un saggio da includere in un libro.”

I rapporti familiari che emergono sono complessi, è una famiglia fuori dagli schemi della normalità e additata da tutti per la sua eccentricità: la musica è il tema predominante, oltre alla povertà e al sovrannaturale.

“Ascoltate, ascoltate, dovete cercare di capire. Vedete, Cordelia e voi allo stesso modo avete avuto un’infanzia spaventosa. Ma voi tre, Mary, Rose e Richard Quind – non mi sono sbagliata, vero? Bambini dovete essere onesti e dirmi se mi sbaglio – anche se il senso di colpa per avervi dato un’infanzia così mi fa arrossire, penso che voi tre l’abbiate apprezzata.”

Il ritmo della scrittura è lento, cadenzato, molto descrittivo, a volte addirittura prolisso, ma sempre di alto livello:

“Le foglie non sono niente di che, assomigliano alle foglie della clematide, il che è ottimo, perché così ci si concentra sui fiori. Sono di un rosa vivo e potrebbero benissimo essere fatti di cera. Non sono molto grandi, sono lunghi più o meno quanto un dito mignolo. I boccioli sono ripiegati in forma oblunga come pacchettini natalizi accuratamente confezionati, e quando si schiudono sono come campanule; e non sono numerosi, sono ben distanziati gli uni dagli altri sui loro steli, cosicché si riesce a gustarseli uno per uno, ma nello stesso tempo non sono troppo distanti da dare l’impressione di una cosa striminzita. È una caratteristica delle piante rampicanti quella di fare tutto con gran senso della misura.”

E’ un romanzo classico, di stampo ottocentesco, con una storia lunga senza alcun pathos o colpo di scena e, per questo, a volte sembra che il tempo non scorra: viene raccontata la quotidianità della famiglia Aubrey ma viene fatto ciò in un modo assolutamente straordinario. Si respira l’aria dei romanzi classici inglesi, sembra di essere con loro in salotto quando ogni giorno alla stessa rigorosa ora prendono tutte insieme il tè, suonando il piano e ricamando.

Il secondo capitolo della saga degli Aubrey è già in lettura e la recensione uscirà il 28 Gennaio in concomitanza con la messa in commercio del romanzo, per questo ringraziamo la Fazi che ci ha concesso il privilegio di leggerlo in anteprima.

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