La bibliotecaria di Marina Di Domenico 

La bibliotecaria

di

Marina Di Domenico

la bibliotecaria

Titolo: La bibliotecaria

Autore: Marina Di Domenico

Editore: Elliot edizioni

Genere: Thirller

Prezzo ebook: 4,99 € Amazon 

Prezzo cartaceo: 13,60 € Amazon

 

Sinossi:

Che cosa è successo alla piccola Angela, scomparsa da un borgo abruzzese nel 1954? A sessant’anni di distanza, in quello stesso paesino tra le montagne arriva Roberta, una giovane bibliotecaria di Novara, che ha accettato quel trasferimento per sfuggire all’ex fidanzato che ha tentato di ucciderla. La storia della bambina scomparsa arriva anche alla ragazza la quale, lentamente, si ritrova coinvolta nella ricerca della verità celata tra i locali dell’antica biblioteca in cui lavora, le rovine di un convento e le stanze abbandonate di un collegio, luoghi in cui da tanti anni si annidano segreti che qualcuno vuole svelare e qualcun altro, invece, vuole assolutamente mantenere nascosti. Cosciente di assecondare il disegno di un personaggio nell’ombra, ma obbedendo al proprio innato senso di giustizia, Roberta si immergerà nel passato, in una storia fatta di relazioni proibite e di crimini perpetrati da personaggi insospettabili, le cui vittime non hanno ancora avuto giustizia. Un’impresa rischiosa e quasi disperata per Roberta, che nel contempo dovrà fronteggiare anche il ritorno del suo persecutore.

passionelibroblog

 

Benvenuti all’incontro con Marina Di Domenico, autrice di La bibliotecaria edito da Elliot edizioni che ci ha gentilmente omaggiato del romanzo, letto e recensito dalla nostra Angela Castorini la quale si è presa l’impegno di scrivere quella bellissima intervista.

 

Come mai l’idea di ambientare il suo romanzo “La bibliotecaria.” in un paesino dell’Abruzzo?

Essendo perfezionista, quando è possibile scrivo di luoghi che conosco. Conosco l’Abruzzo, in particolar modo la Marsica e l’Aquilano, perché lì affondano le mie radici almeno fino al XVI secolo. Sono nata a Roma, ma entrambi i rami della mia famiglia sono originari di quelle terre, ed io ho sempre sentito un profondo legame con esse. Conosco il carattere degli abitanti, la straordinaria bellezza di quel paesaggio, il silenzio di quelle montagne; so che lì come in nessun altro posto si può stare da soli e in pace con se stessi, ma nello stesso tempo non c’è luogo più adatto a celare un mistero. Lì c’era tutto ciò che Roberta cercava e avrebbe potuto trovare.

Da dove le arriva l’ispirazione per il personaggio di Roberta? C’ è qualcosa di autobiografico?

No, nulla di autobiografico, se si esclude il fatto che ho avuto una personale esperienza di stalking, fortunatamente senza arrivare a conseguenze estreme. Come spesso mi succede, a darmi l’ispirazione è stata un’immagine. Alcuni anni fa, un’amica tedesca con cui ero in corrispondenza mi scrisse che da bambina passava molto tempo in una biblioteca. Ho immaginato pertanto una bambina bionda, snella, con gli occhi chiari, sullo sfondo di una biblioteca antica. Quella è stata la prima volta che ho “visto” Angela. L’immagine mi è piaciuta, immediatamente mi sono chiesta chi fosse quella bambina, cosa facesse lì, se fosse viva oppure un fantasma, e, soprattutto, chi la stesse guardando. Trovandosi in una biblioteca, era ovvio che a vedere la bambina fosse una bibliotecaria. Una giovane bibliotecaria dal passato avventuroso. Da lì è venuta tutta la storia…

Sappiamo che la bibliotecaria è il suo secondo romanzo. Quanto sente di essere cambiata o maturata a livello artistico dal suo esordio letterario ad oggi?

Moltissimo, e per diverse ragioni. Intanto dal mio esordio sono trascorsi nove anni, e in questo lasso di tempo sono cresciuta in esperienza, ho letto diverse altre centinaia di libri e poi, entrando a far parte di un circuito editoriale serio e prestigioso, ho appreso molto sia per quanto riguarda la tecnica di scrittura, sia per ciò che concerne il meccanismo editoriale. Ora mi aspetto nuove e importanti lezioni da critici e lettori che di certo mi forniranno ottimi spunti per migliorare ulteriormente. Amo imparare e desidero dare a chi mi dedica il suo tempo ed i suoi soldi un prodotto curato più che sia possibile.

Leggendo il suo romanzo ho notato questa divergenza tra generazioni nel rapporto tra Nicola e Roberta, così come la differenza tra la vita di città e di paese. Era sua intenzione mettere l’accento sul conflitto tra vecchio e nuovo?

Non direi. La mia intenzione era soltanto raccontare una storia che potesse regalare al lettore alcune ore di piacevole evasione. Mi sento una narratrice nel senso più puro del termine. Attraverso i miei romanzi mi propongo di divertire, intrigare, emozionare. Se poi offro anche spunti di riflessione, ancora meglio. Ovvio che, nel creare un personaggio, cerco di fare in modo che esso resti fedele alla sua epoca, alla sua educazione, all’ambiente in cui è nato e alle vicende che hanno caratterizzato il suo percorso umano. Nicola è un uomo estremamente riservato, segnato da esperienze traumatiche, che si è mosso per tutta la vita in un ambito molto ristretto, attento a non infrangere la “legge della consuetudine” di cui parla Ignazio Silone in Fontamara, legge che considera il sopruso operato dal più forte sul più debole nell’ordine naturale delle cose. Roberta invece al sopruso si ribella, non importa se la vittima sia lei stessa o qualcun altro, se si tratti di un sopruso antico o di uno nuovo, per lei “il reato, se non è riconosciuto e condannato, reitera il suo danno all’infinito”. Personaggi fedeli, appunto, a se stessi e alla loro estrazione sociale ed epocale.

Il fatto che Roberta sia scappata dalla sua vecchia vita per poter essere felice si pone in netto contrasto con la storia di Eleonora che rimane attaccata alle apparenze e nasconde la verità. Un contrasto voluto per sottolineare due possibili scelte?

Anche in questo caso, non direi. Roberta si trova davanti ad una scelta obbligata: sa che il suo persecutore uscirà presto dal carcere e vorrà vendicarsi, e quindi quell’incarico lontano da casa le sembra l’unico modo per sfuggirgli. Roberta non immagina, arrivando nel paesino abruzzese in cui ha accettato quel posto da bibliotecaria, che se ne innamorerà al punto da volerci restare per sempre. Il contrasto con il personaggio di Eleonora è lo stesso contrasto che esiste con Nicola. Eleonora accetta di vivere una vita non sua perché lei per prima è vittima dei pregiudizi della sua epoca, e in più anche dei tabù legati al sesso da cui ancora oggi stentiamo a liberarci. Ma sia Nicola che Eleonora, in fondo, cercano solo una tardiva pace con la propria coscienza, e a dargliela sarà proprio Roberta, la ragazza senza Dio e senza paura venuta dal Nord in cui entrambi vedranno l’unica possibilità di ottenere ciò che anche loro, al limitare della vita, stanno cercando: la giustizia.

passionelibroblog

, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Comments are closed.