Intervista a Eleonora Panzeri autrice di “Come il ghiaccio d’estate”

Intervista a Eleonora Panzeri autrice di “Come il ghiaccio d’estate”.

 

Il libro pubblicato in self dall’autrice Eleonora Panzeri trova un papà e torna sul mercato con una nuova cover e il logo Lupieditore. (vedi recensione libro qui).

Sinossi:

Camilla, la protagonista di questo romanzo, viene travolta da una passione incontrollabile e pericolosa. La voglia di evadere dalla routine, l’irresistibile tentazione del proibito, l’eccitamento del corteggiamento e la confusione nella mente e nel cuore non le daranno scampo.
A chi non è mai capitato di voler scappare via da tutto, di voler fare la scelta sbagliata a costo di rovinare la propria vita per provare il brivido di una ritrovata libertà?
Non bisogna mai dimenticare che le scelte hanno sempre un prezzo che spesso non siamo disposti a pagare.
Lasciatevi trascinare sulla strada delle emozioni contrastanti di “Come il ghiaccio d’estate”.

Intervista:

Benvenuta Eleonora e grazie di essere qui per parlarci del tuo libro. Raccontaci un po’ di te? Chi è Eleonora Panzeri? Grazie Maria per questa possibilità. Io sono una giovane mamma con la passione per la scrittura e per le storie. Questo non fa di me una scrittrice professionista, ancora molto è il lavoro che mi aspetta. Tuttavia credo che aver il coraggio di vivere una passione come la scrittura sia di per sé una scelta audace, poiché ti espone a critiche e giudizi.

 

Potrei dire di te che sei un autrice poligrafa. Il romanzo: “Come il ghiaccio d’estate” è di genere narrativa contemporanea e aggiungo con una spruzzata di avventura che non guasta mai. Però tu hai scritto anche romanzi di altro genere come ad esempio Skeggia 8 (vedi recensione libro). Ti chiedo: cambiare genere è poi cosi tanto difficile come si tende a credere? Credo che per uno scrittore esordiente sia più che naturale passare attraverso diversi generi per andare alla ricerca del proprio. Penso che sperimentare e il più delle volte fallire, sia l’unica vera strada per crescere sia a livello personale che professionale.

 

Domande che un po’ tutti si fanno quando si incontra o in questo casi si intervista un autore: L’ispirazione da cosa ti viene? Hai dei posti o dei momenti della giornata preferiti per scrivere? E soprattutto hai un metro di giudizio con cui valutare se un idea vale veramente la pena di essere trasformata in un romanzo? Il momento preferito in cui scrivere è la notte. C’è il giusto silenzio e il tempo non è rotto dallo scandirsi dagli eventi della quotidianità. Quando sono presa da una storia anche i pasti diventano superflui. Per quanto concerne l’ispirazione, ogni evento o persona può darne. I film che vediamo o i libri che leggiamo. Molte delle mie storie, come ad esempio le avventure di Didi Reynols di cui parlo in Skeggia 8, mi fanno compagnia già da quando ero piccola. Le ho sempre usate per evadere dalla realtà quando mi sentivo triste, sola o incompresa. Me le raccontavo tra me e me, non avevo nemmeno idea che un giorno avrei provato a scriverle. Ora mi rendo conto che nei fatti i miei personaggi con i loro mondi sono una certezza nell’incertezza della vita, poiché loro non mi lasceranno mai.

 

Veniamo ad un argomento un po’ spinoso. Self si, self no. Io so che tu hai cominciato con il self, ma che questa ripubblicazione di “Come il ghiaccio d’estate” porta finalmente e aggiungo: meritatamente il logo di una casa editrice. Vuoi dare qualche consiglio utile a chi come te ha cominciato con il Self-publishing e ora vorrebbe provare a pubblicare con una casa editrice? Il self è un ottimo modo per pubblicare, tuttavia il supporto esterno di professionisti del settore è fondamentale. Un autore oggi ha la possibilità di fare entrambe le cose, avere editori per alcuni testi e non averli per altri. Per tutti gli autori self e non, la strada è in salita. Io consiglio di fare un corso di scrittura creativa, anche on line, perchè è differente essere uno scrittore amatoriale da uno scrittore professionista. Bisogna diffidare dalle case editrici a pagamento, che sono più delle tipografie che delle case editrici. In caso di self bisognerebbe investire in un valido editor, e in una grafica professionale per le cover, se non si hanno competenze e capacità in questi campi. Il vero problema per un esordiente è quello di farsi conoscere, e di creare una recettiva rete di lettori che lo apprezza.

In Italia è più complicato che in altri paesi perché si legge molto meno purtroppo.

 

Grazie di essere stata con noi, Eleonora e torna a trovarmi quando vuoi, la tua presenza è sempre gradita nel mio blog. Potrete, se lo volete, seguire Eleonora Panzeri al suo blog o se lo desiderate, ma io spero che voi lo facciata, comprare il suo romanzo qui.

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