Il priorato dell’albero delle arance di Samatha Shannon

Il priorato dell’albero delle arance

di

Samatha Shannon

il priorato dell'albero delle arance

Titolo: Il priorato dell’albero delle arance

Autore: Samatha Shannon

Editore: Mondadori/Oscarvault

Genere: Fantasy

Prezzo ebook: 11,99 € Amazon

Prezzo cartaceo: 21,10 € Amazon

Sinossi:
La casata di Berethnet ha regnato sul Reginato di Inys per mille anni. Ora però sembra destinata a estinguersi: la regina Sabran Nona non si è ancora sposata, ma per proteggere il reame dovrà dare alla luce una figlia, un’erede. I tempi sono difficili, gli assassini si nascondono nell’ombra e i tagliagole inviati a ucciderla da misteriosi nemici si fanno sempre più vicini. A vegliare segretamente su Sabran c’è però Ead Duryan: non appartiene all’ambiente della corte e, anche se è stata istruita per diventare una perfetta dama di compagnia, è in realtà l’adepta di una società segreta e, grazie ai suoi incantesimi, protegge la sovrana. Ma la magia è ufficialmente proibita a Inys. Al di là dell’Abisso, in Oriente, Tané studia per diventare cavaliere di draghi sin da quando era bambina. Ma ora si trova a dover compiere una scelta che potrebbe cambiare per sempre la sua vita. In tutto ciò, mentre Oriente e Occidente, da tempo divisi, si ostinano a rifiutare un negoziato, le forze del caos si risvegliano dal loro lungo sonno.

Il priorato dell’albero delle arance di Samatha Shannon edito OscarVault è l’ultimo romanzo che ho letto nel 2019 e, data la mole di pagine, il primo che ho letto nel 2020.

Sebbene non sia proprio la persona più idonea a recensire un libro Fantasy, dato che sto scoprendo in quest’ultimo periodo una passione per il genere che non credevo di avere, voglio ugualmente esprimere il mio parere in merito a un libro che si è dimostrato, almeno per me, una vera rivelazione.

Mi sono piaciuti i quattro personaggi principali e ho approvato la decisione da parte dell’autrice di renderli persone semplice, nessuna forza sovrumano o potere mistico spinge queste persone a sfidare la sorte per portare a termine le loro missioni, più o meno, rischiose o, come nel caso di Ross, discutibili.
A tal proposito desidero aggiungere un mio pensiero personale al riguardo di alcune cose: ho avuto la sensazione che il personaggio dell’alchimista fosse il meno utile del quartetto e mi chiedo se non fosse stato meglio togliere le sue parti per rendere il libro più veloce. Anche la relazione tra Ead e Sabran era così indispensabile descriverci di queste che bombano? O di tutti gli intrecci di corte? Sia ben chiaro è la parte che ho maggiormente amato, ma a mente lucida mi domando quanto di tutto ciò avesse poi una reale attinenza con la trama principale.

Ho apprezzato tantissimo la capacità dell’autrice di creare delle donne sagge in grado di regalarci degli ottimi spunti di riflessioni, incredibile anche la capacità della Shannon di creare in queste donne una forza che nasce proprio dalla loro debolezza. Sono donne che non hanno bisogno di un uomo al loro fianco, però la loro indipendenza non le trasforma automaticamente in scaricatrici di porto, come spesso accade nei libri che cercano di emancipare il sesso femminile per poi trasformalo nella copia trash dell’uomo.

Debbo essere sincera alcune cose mi hanno convinto poco, la spiegazione che viene data sulle gemme, sulla spada del Santo le ho trovate un po’ buttate lì, come anche l’attentato a Sabran dove il suo sposo muore. Ho capito che la giovane che lo ha architettato è un ingenua, però benedica, mi è sembrata proprio imbecille, così stupida che mi chiedo come abbia fatto a intuire la soluzione del problema se nemmeno gli alchimisti che ci studiavano da anni ci erano arrivati.

Concludo dicendo che nonostante le imperfezioni rimane un bel romanzo che mi sento di consigliare, però tenete presente che non è una lettura semplice, complice le 800 pagine, lo stile ricercato e i tanti personaggi e intrighi che ruotano intorno alla storia.

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