Il rimedio miracoloso di H.G. Wells

Il rimedio miracoloso

di

H.G. Wells

Titolo: Il rimedio miracoloso

Autore: H.G.Wells

Genere: Narrativa

Editore: Fazi Editore

Prezzo ebook: 9,99 € Amazon

Prezzo cartaceo: 19,90 € Amazon

 

 

Sinossi:

Nato alla fine dell’Ottocento in una grande casa padronale di campagna dove la madre lavora come governante, George Ponderevo viene successivamente mandato a Wimblehurst in qualità di apprendista nella farmacia dello zio, un uomo ambizioso e determinato ad avere successo. Da qui approda poi a Londra, dove la sua vita viene improvvisamente sconvolta dal genio imprenditoriale dello zio Edward che lancia sul mercato la specialità farmaceutica Tono-Bungay, una miscela spacciata come ricostituente – di fatto una cialtroneria – che ottiene un enorme successo e crea dal nulla un rampante e fragilissimo impero finanziario. La storia di questa impresa si intreccia alla vita privata di George, al rovinoso matrimonio con Marion, alla sua movimentata vita sentimentale e ai suoi esperimenti di volo con gli alianti, fino al momento in cui la stella imprenditoriale e finanziaria dello zio si spegne in modo fulmineo e catastrofico…

Il rimedio miracoloso di H. G. Wells. George Ponderevo narra tutta la storia in prima persona, con un lungo flashback e già fin dalle prime righe espone le sue intenzioni “letterarie”.

“Vi avverto che questo libro sarà una specie di agglomerato. Argomento principale del mio racconto sarà la mia traiettoria sociale (e quella dello zio), ma poiché questo è il mio primo romanzo, e quasi sicuramente l’ultimo, voglio metterci anche tutte le cose che mi hanno colpito, quelle che mi hanno divertito e le impressioni che mi sono fatto, sebbene non direttamente pertinenti con la storia. Voglio anche narrare le mie strane esperienze amorose, così come si sono svolte, perché mi hanno turbato, addolorato e influenzato enormemente, e mi sembra ancora che contengano ogni sorta di elementi irrazionali e discutibili che, messi sulla carta, mi diventeranno più chiari. E forse potrei addirittura lanciarmi a descrivere persone che in realtà ho visto solo di passaggio perché mi diverte ricordare quello che hanno detto e fatto e, più in particolare, il modo in cui si sono comportate nel breve ma splendido fulgore del Tono-Bungay e dei suoi frutti ancora più abbaglianti.”

Il rimedio miracoloso è un ritratto pungente dell’Inghilterra a cavallo tra il periodo vittoriano e quello edoardiano: le prolisse descrizioni dei luoghi, l’ambientazione, le atmosfere ricordano tanto i grandi classici inglesi.

“Bladesover è situata sui Kentish Downs, a forse otto miglia da Ashborough; e il suo antico padiglione sulla cresta della collina dietro alla casa, una piccola imitazione in legno del tempio di Vesta a Tivoli, domina, almeno in teoria, un doppio panorama, la Manica a sud e il Tamigi a nord-est. Il parco è il secondo per grandezza del Kent, fitto di faggi ben ordinati, di molti olmi e di alcuni castagni, pieno di vallette e conche ricoperte di felci, con alcune sorgenti, un ruscello, tre begli stagni e moltitudini di daini. La villa, costruita nel diciottesimo secolo, è di mattoni rosso chiaro nello stile di un castello francese e, a parte un varco tra le cime che si apre verso le distanze azzurre, verso minuscole, remote, fattorie dotate di essiccatoi, boschetti e campi di frumento e verso l’occasionale scintillio dell’acqua, le sue centodiciassette finestre si affacciano esclusivamente sui suoi stessi terreni, ampi e belli. Uno schermo semicircolare di grandi faggi nasconde la chiesa e il villaggio che si raccoglie pittoresco intorno alla strada maestra lungo i margini del grande parco.”

E l’Inghilterra viene vista come “un paese di grande nobiltà terriera rinascimentale che è andata perduta ed è stata inconsapevolmente soppiantata.”

I personaggi che si incontrano nel romanzo “Il rimedio miracoloso” sono: la madre, lo zio Edward e la zia Susan, l’amico Ewart, e i suoi tre amori – la prima moglie Marion, la segretaria Effie e Beatrice, l’amica d’infanzia – Tutti i personaggi vengono descritti e caratterizzati in modo preciso; per esempio lo zio Edward, che fa la parte del co-protagonista, viene così descritto:

“una figura bassa, vestita di grigio, che indossava pantofole di tessuto pesante; si aveva la sensazione di un viso giovane e grassoccio dietro gli occhiali dalla montatura dorata, di capelli ispidi incollati e portati in avanti sulla fronte, di un naso irregolare che aveva i suoi momenti aquilini e di un corpo che tradiva una rilassatezza equatoriale, un bovindo incipiente, secondo la metafora.”

A tratti il romanzo Il rimedio miracoloso è autobiografico, come, per esempio, i suoi amori che nella realtà sono esistiti veramente: infatti, H.G. Wells era conteso da Elizabeth von Arnim e Rebecca West, dalla quale ebbe un figlio illegittimo.

George impiega tutta la prima parte del romanzo il rimedio miracoloso per narrare la sua infanzia e i suoi inizi nel mondo del lavoro; è solo nella seconda parte che incontra lo zio e inizia così la loro avventura con il famoso Tono-Bungay: una pozione, un tonico spacciato per miracoloso, ma che in realtà si svela essere tutt’altro.

Devo dire che ho apprezzato molto lo stile descrittivo e il ritmo della scrittura che incalza: i dialoghi sono pochi ma questo non è di certo un punto a sfavore, anzi la trama risulta essere molto fitta e ricca.

 

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