I provinciali di Jonathan Dee

I provinciali di Jonathan Dee

Titolo: I provinciali

Autore: Jonathan Dee

Genere: Narrativa

Editore: Fazi Editore

Prezzo ebook: 9,99 € Amazon 

Prezzo cartaceo: 17,00 € Amazon 

 

Sinossi:

Howland, Massachusetts. Mark Firth è un imprenditore edile con grandi ambizioni ma scarsa competenza negli affari, tanto da aver affidato tutti i suoi risparmi a un truffatore; lo sa bene sua moglie Karen, preoccupata per l’istruzione della figlia: sarebbe davvero oltraggioso per lei se la piccola dovesse ritrovarsi nei pericolosi bassifondi della scuola pubblica. Il fratello di Mark, nonché suo eterno rivale, è un agente immobiliare che ha mollato la precedente fidanzata sull’altare e ha una relazione con la telefonista della sua agenzia. C’è poi Candace, la sorella, che è insegnante alla scuola pubblica locale e coltiva una storia clandestina con il padre di una delle sue allieve… Gli abitanti della cittadina sono tutti accomunati dalla diffidenza nei confronti dei turisti della domenica, abitanti della grande metropoli che possono permettersi una seconda casa in provincia: gente disposta a spendere cinque dollari per un pomodoro, perché ignora il valore di un pomodoro quanto quello di cinque dollari. Sarà proprio uno di loro a far precipitare il fragile equilibrio della comunità. In seguito all’Undici Settembre, infatti, il broker newyorkese Philip Hadi, sapendo grazie a “fonti riservate” che New York non è più un posto sicuro, decide di traslocare a Howland insieme a moglie e figlia. Arriverà a tentare la carriera nella politica locale, suscitando idolatria in alcuni e odio feroce in altri…

«Lo sai qual è il giudizio che la maggior parte della gente ha di te? Il giudizio che ha di te è che non gliene frega un beato cazzo. Per loro non esisti. E invece tutti preferiscono credere di essere odiati. Li fa sentire importanti. Per come la vedo io, è di una presunzione incredibile.» 

Inizio dicendo che I provinciali di Jonathan Dee è alquanto particolare.

Comincia da un capitolo zero che dovrebbe fare da introduzione alle pagine che seguono, ma in realtà non si comprende come si leghi al resto.

Questo capitolo zero è ambientato a New York nel settembre 2001, il giorno successivo al crollo delle Torri Gemelle, ed è importante sottolineare questo evento in quanto a partire da qui che inizia una grossa crisi economica, ed in particolare del mercato immobiliare, in America.

Altra stranezza è che in questo capitolo zero c’è un personaggio che poi in tutto il resto del romanzo non comparirà più e, quindi, non si comprende bene la sua funzione.

Dopodiché seguono soli cinque capitoli su un totale di 439 pagine! E ogni capitolo poi è suddiviso per paragrafi, ognuno dei quali destinato a un personaggio. Quindi, come vi dicevo, la struttura è molto particolare.

Dal primo capitolo si entra nelle vite degli abitanti di Howland, una cittadina americana situata nel Massachuttes, e soprattutto in quelle di una famiglia, i Firth: c’è Mark, che di professione fa il restauratore di case e che si reinventa come immobiliarista specializzato nell’acquisto delle case pignorate nella zona; sua sorella Candace, retrocessa dal suo lavoro di Vice-preside in una scuola privata locale; suo fratello Gerry, arrabbiato col mondo e gestore di un blog anonimo chiamato «Workingman’s Dread», da cui lancia strali verso tutti e sua moglie, che trova un lavoro presso un’attrazione turistica locale.

E poi c’è Philip Hadi, che ruota attorno a tutti questi personaggi e che in qualche modo ne influenza le vite.

E poi ci sono tanti altri personaggi “minori” – poliziotti, infermiere, insegnanti, falegnami, agricoltori – che vengono inseriti nel romanzo, ma che poi non vengono mai più menzionati, il cui solo scopo è quello di fornire una visione panoramica della condizione umana di una popolazione locale e della loro vita in una piccola città americana.

E da qui si comprende il titolo del libro. I provinciali.

“Era una piccola città e tutti erano costantemente negli affari di tutti, nonostante la profonda presunzione di autenticità degli yankee”.

Tuttavia, i vari personaggi che si susseguono in I provinciali vengono caratterizzati con troppa leggerezza, rimangono tutti in superficie, senza scavare in profondità, e questo elemento mi ha un po’ disorientato.

Ho fatto molta fatica a dare un senso a tutto il romanzo e per questo sono andata a leggere le recensioni date sui giornali americani: forse per noi europei, lontani dalla politica americana, è difficile arrivare al punto, in quanto Jonathan Dee in questo romanzo fa parecchia satira politica – tant’è che da alcuni giornalisti Philip Hadi è stato accostato a Donald Trump, ovvero nella sua caricatura.

Inoltre, lo scrittore tratta di risentimento, di insoddisfazione, di amarezza e rabbia, che attanaglia l’America negli ultimi anni, ma tutto ciò è per noi estraneo e di difficile comprensione: è come se mi mancassero gli elementi per comprendere appieno il romanzo.

In conclusione, non l’ho apprezzato, nonostante lo stile sia interessante e scorrevole.

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