Dead Sea di Tim Curran

Dead Sea

di

Tim Curran

Titolo: Dead Sea

Autore: Tim Curran

Editore: Dunwich Edizioni

Genere: Horror

Prezzo ebook: 11,90 euro Amazon

Prezzo cartaceo: 4,99 euro Amazon 

 

Sinossi:

Preparatevi a un viaggio in un luogo sconosciuto all’umanità. Uno spazio tra gli spazi. Quando la Mara Corday, una vecchia nave da carico, entra nel cimitero dell’ Atlantico, l’incubo diventa realtà. L’equipaggio si ritrova intrappolato in un mondo dove il tempo non esiste e in cui dimorano orrori inimmaginabili. Persi in quel mare immobile, in un aldilà dove il mare si manifesta in forme terribili, i sopravvissuti della Mara Corday hanno l’ eternità per trovare una via d’uscita… se prima non saranno uccisi dalle creature che danno loro la caccia.

 

Una delle prime cose che bisogna sottolineare di Dead Sea è il suo taglio spiccatamente eccessivo: l’autore, attraverso una costruzione dal ritmo che cambia repentinamente e dallo stile preciso, atto ad imbrigliare ogni dettaglio disgustoso e osceno, dona ai lettori un’atmosfera estrema che sarà tollerabile solo ai più duri di stomaco.

Il contenuto del testo si dilata per oltre cinquecento pagine che non pesano nella lettura per la capacità di Curran di saper mettere sempre nuova carne sul fuoco, facendoci entrare nella vicenda dalla porta più lontana per permetterci di avere una visione chiara di ogni dettaglio e cambiamento di scena: tante pagine perchè questo autore ha tanto da dire e non vuole lasciare nulla al caso.

Una costruzione testuale prepotente, che con i suoi eccessi e le sue minute pennellate crea un’atmosfera di tensione che conduce il lettore fino all’ultima pagina, non c’è spazio per divagare e annoiarsi, è una narrazione intensa.

Leggendo con un amico questo testo ci siamo trovati a convenire però che, nonostante Dead Sea sia ben scritto e piuttosto originale, pecchi di due vizi (che non rovinano la lettura che rimane comunque molto pregevole ma che possono far storcere il naso) che caratterizzano spesso questo genere ovvero l’anticipazione e l’appiattimento.

L’anticipazione ad un personaggio del terrore e/o della sciagura che lo attende attraverso vaneggiamenti, visioni e premonizioni è un meccanismo utilizzato per creare ulteriore tensione, per alcuni lettori vedere che l’agnello sacrificale inizia a vedere l’altare spaventa maggiormente poiché sembra che vada incontro ad un destino certo e terribile che non può scappare, in questo caso invece mi è sembrato piuttosto che spezzasse l’atmosfera per la confusione che veniva a crearsi.

L’appiattimento dei personaggi si vede spesso nei libri horror o fantasy e consiste nel vedere tipi umani o comunque characters piuttosto limitati, non realistici e tridimensionali poiché l’autore preferisce concentrare la sua narrazione su fatti e vicende piuttosto che sulla psicologia dei personaggi. Non abbiamo davanti degli stereotipi o dei personaggi troppo limitati, semplicemente avverto un po’ di appiattimento: non sono profondi come l’oceano ma nemmeno come le pozzanghere, una via di mezzo.

Mi sento di consigliare questo testo, particolare e originale che mi ha inquietata parecchio, a coloro che amano gli horror estremi e che non si fanno scoraggiare dal numero di pagine.

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