Altri tempi di Antonio Ciappina

Altri tempi

di

Antonio Ciappina

Titolo: Altri tempi

Autore: Antonio Ciappina

Editore: Monetti Editore

Genere: romance/saga familiare

Prezzo cartaceo: 10,00€ Amazon

Prezzo ebook: /

 

Sinossi:

“Voglio vivere così…” recita una famosa canzone degli anni ’40 ed è pure il mantra di Daniel Muccino, giovane fiorentino che vorrebbe vivere con semplicità e accanto alla donna che ama, possibilmente. Questo suo desiderio sembra realizzarsi allorquando viene assunto come direttore amministrativo presso il prestigioso Hotel Gigli, uno dei più rinomati della Toscana e dell’Europa. Lì conosce pure il grande amore della sua vita, ovvero Roberta Gigli, figlia di Osvaldo e appetibile ereditiera. A Daniel sembrerà di toccare il cielo con un dito quando, vinte le resistenze del padre, verrà accolto in famiglia. Purtroppo, la sua felicità sarà effimera quanto il battito d’ali di una farfalla in quanto sperimenterà sulla propria pelle il celebre detto “Dalle stelle alle stalle”.

recensione passionelibroblog

Altri tempi di Antonio Ciappina. Ho deciso di leggere questo breve romanzo attratta da una sinossi che preannunciava una storia avvincente, ma, ahimè sarebbe anche potuto esserlo se solo… ma andiamo per ordine.

Altri tempi inizia con un prologo, troppo simile a un riassunto (per me troppo lungo), che vuol spiegare al lettore la storia della famiglia Gigli, dal dopoguerra agli inizi degli anni 60.

Tra i tanti protagonisti incontriamo Lucrezia, la stratega che farà di tutto per salire al potere della famiglia Gigli e suo figlio, Nicolas, succube e pedina di sua madre in tutta la storia. Terminato il prologo si passa a “incontriamo i protagonisti” che non è altri che la ripetizione per ciascun personaggio della sua storia già spiegata nel prologo, in parole povere Ciappina ha commesso l’errore di svelare troppo tutto insieme, ma ci sta essendo un esordiente.

Questo breve romanzo aveva tutte le qualità per risultare una bella storia, ma la continua disattenzione da parte dello scrittore e la mancanza totale di un editor o almeno di un correttore di bozze ha fatto si che errori di punteggiatura, di battitura e in alcuni casi descrizioni di dubbio gusto la facessero da padrone.

Ma vediamo nel dettaglio di cosa sto parlando:

Nel testo ho trovato più e più volte errori di punteggiatura e mancanza del punto o del punto interrogativo a termine di una domanda o delle virgolette conclusive del discorso diretto. Errori di ortografia e mancanza di accenti, mancanza di lettere come un “h” senza vocale o due parole divise da un “/” senza motivo. Persino errori di battitura: nell’ultima frase del romanzo quando al posto di “volto” si legge “…Daniel si fermò, prese il voto di Roberta fra le mani…”. 

Ora mi chiedo ma l’editore che ha valutato il manoscritto reputandolo idoneo alla pubblicazione a cosa stava pensando quando ha detto: questo romanzo lo mando in stampa.

Altro aspetto che non ho gradito è i termini utilizzati dall’autore per le descrizioni. Mi rendo conto che qui si sta parlando di gusto personale però, davvero, se mi descrivi gli amplessi dei protagonisti con frasi:“…un giovanotto alto e atletico capace di farla venire come un fucile a ripetizione con il solo tocco delle sue mani esperte”. A parte il fatto che non vedo nesso tra l’essere alto e atletico con il saperle procurare un orgasmo, ma poi farla venire come un fucile a ripetizioni. Credo che molte volte sia meglio che il lettore dia libero sfogo alla propria fantasia erotica invece di distruggerle con queste assurde descrizioni.

La sensazione che ho percepito dal finale di questo romanzo mi ha portato a formulare due line di pensiero diverse tra loro: 1) Ciappina non aveva voglia di continuare a scriverlo 2) Non aveva più idee per continuarlo. In ogni caso il finale è talmente sconclusionato che non sono riuscita a salvare neanche quella.

Gradirei, anche se so essere pura illusione, che il signor Ciappina invece di pensare che lo odio, che non capisco un cazzo, che sono solo una stronza invidiosa perché io non sarò mai al suo livello, si facesse invece un bell’esame di coscienza riprendesse in mano il suo libro e cercasse intanto di correggere gli errori grammaticali e di battitura, poi magari che si affidasse ad un buon editor capace di guidarlo affinché egli possa diventare lo scrittore che desidera essere.

Mi spiace, ma poiché questo breve romanzo è da rivedere io lo sconsiglio.

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